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Eredità e debiti

Con l’accettazione dell’eredità l’erede acquista sia i crediti che i debiti del defunto. Non è possibile separare i primi dai secondi. Se nell’eredità i debiti superano le poste attive probabilmente sarà conveniente non accettare l’eredità. Nel caso in cui si decida comunque di accettare l’eredità, per evitare che l’erede risponda con i suoi beni dei debiti del defunto, occorrerà accettare l‘eredità con beneficio d’inventario.

Lo scopo di questo tipo di accettazione dell’eredità è quello di tenere distinti il patrimonio dell’erede da quello del defunto. Quindi, se non accetti l’eredità i debitori di tuo padre non possono pretendere niente da te, ma dovrai rinunciare anche all’eventuale attivo. Se accetti con beneficio d’inventario, dovrai pagare i debitori di tuo padre, ma nei limiti di quanto da quest’ultimo ricevuto in successione. L’accettazione con beneficio d’inventario è opportuna anche quando non si conosce l’ammontare dei debiti del de cuius (leggi defunto). Infatti,  qualora i debiti si rivelassero superiori al valore dell’eredità, l’erede, che abbia accettato senza il beneficio di inventario, sarebbe chiamato a rispondere dei debiti del defunto anche con i suoi averi personali. Nel caso in cui, invece, si è avvalso del beneficio di inventario, allora sarà tenuto al pagamento degli eventuali debiti ereditari unicamente con ed entro i limite del patrimonio ereditato.

Nel caso di rinuncia all’eredità si consideri anche che questa può essere impugnata da parte dei creditori (art. 524 cod. civ.). Infatti, i creditori del soggetto che ha rinunciato possono farsi autorizzare dal Tribunale ad accettare l’eredità in nome e luogo del loro debitore, per poter soddisfarsi sui beni ereditari fino alla concorrenza dei loro crediti. Chi rinunzia all’eredità è considerato come se non vi fosse mai stato chiamato. Il rinunziante può tuttavia trattenere la donazione.

Quanto alla donazione della nuda proprietà: se, come dici, l’atto donativo risale a 12 anni fa non è più possibile per i creditori di tuo padre “annullare” questa donazione, poichè l’azione revocatoria (che è l’azione con cui il creditore può impugnare gli atti di disposizione con cui il debitore cerca di sottrarre loro dei beni su cui i creditori potrebbero soddisfare le loro ragioni) non può essere esercitata dopo il decorso di 5 anni dal compimento dell’atto.

Ultima modifica il Martedì, 04 Aprile 2017 09:35
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Avv. Rossella Rizzo

Lo Studio Legale è in Corso Umberto I, 91 a Ronciglione (VT), l'avv. Rossella Rizzo esercita nei fori di Roma e Viterbo, e collabora con altri studi legali situati a Milano, Firenze, Napoli e Messina, offrendo in questo modo la propria professionalità e competenza su buona parte del territorio nazionale.

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